La storia di Porto Torres, antica colonia romana
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La presenza dell’uomo nel territorio di Porto Torres risale al Neolitico (3000-2400 a.C.), come testimoniano i due villaggi preistorici di Monte d’Accoddi e di Monte Cabula Montones.
Con i Romani (46 a. C.), la città diventa colonia romana con il nome di Turris Libisonis, come attesta Plinio e come testimoniano i resti archeologici di Monte Agellu. Nel 304 d.C., durante le persecuzioni di Diocleziano, avvenne il martirio di S. Gavino che determina, nell’XI secolo, la costruzione della basilica a lui intitolata.
In Sardegna, nel periodo medioevale, si formano i quattro giudicati sardi di Calari, Arborea, Gallura e Torres (o Logudoro)che sono dei regni indipendenti sorti come conseguenza dell’espansione araba nel Mediterraneo.
La città di Porto Torres diventa, così, capitale del Giudicato del Logudoro, sviluppando rapporti commerciali con Pisa e Genova che, però, se ne disputano il possesso.
Nello stesso periodo, il centro abitato deve far fronte ad un rapido decadimento e spopolamento che durerà a lungo. Solamente nell’Ottocento, Porto Torres ottiene l’autonomia da Sassari e riprende il suo sviluppo grazie anche alla costruzione della strada Carlo Felice che la collega a Cagliari e al resto delle città dell’isola.