Viaggi e Cultura in Sardegna
EVENTI
Ogni anno, ogni paese rinnova antiche celebrazioni e nuove sagre e fiere legate alla religiosità, all’economia del luogo e allo scorrere delle stagioni. L’elemento fondamentale, qui, come ovunque in Sardegna, è la convivialità, il senso dell’ospitalità, la comunicazione sociale, il ripetersi collettivo di immagini, colori, suoni e simboli legati, oltre che al profondo senso religioso della popolazione, che si rinnova in ogni festa, anche ad antichissimi culti pagani, propiziatori di un’annata agricola favorevole. Ogni manifestazione è quindi strettamente connessa ai cicli naturali delle stagioni e possiamo pensare a una sorta di calendario così concepito: al ciclo invernale appartengono le feste legate al culto di Sant’Antonio abate, con l’accensione dei falò che si ripropongono riti precristiani legati al culto del fuoco e della luce.
Sempre nel periodo invernale è il Carnevale, anch’esso di origine pagana; è la festa del disordine e dell’evasione.
Tra i Carnevali che impazzano in tutta la provincia, il più spettacolare e denso di simbologie è senz’altro Sa Sartiglia, una giostra equestre che si corre a Oristano, e Sa carrela ’e nanti, che vede spericolati cavalieri mascherati in una corsa sfrenata tra le vie strette di Santulussurgiu.
Al ciclo primaverile appartengono soprattutto i riti della Settimana santa con le rappresentazioni della deposizione di Cristo dalla croce del venerdì santo e s’icontru del giorno di Pasqua con le processioni che accompagnano i simulacri della Madonna e del Cristo risorto.
Le cerimonie del periodo pasquale sono tra le più sentite in tutta la Sardegna, nella zona di Oristano le più suggestive e ricche di pathos sono quelle di Oristano città, di Milis e di Santulussurgiu, dove i riti solenni sono accompagnati dai canti de su cuncordu lussurgese, un coro a 4 voci che ripropone antichi salmi gregoriani del XV secolo.
Nel ciclo estivo sono numerose le feste campestri in onore di qualche santo e per festeggiare il solstizio d’estate. È da citare, anche se non fa parte del territorio di cui ci occupiamo, S’Ardia di Sedilo, a circa 40 km da Oristano, una spericolata corsa equestre che commemora la vittoria di Costantino contro le truppe di Massenzio , nell’anno 312 d.C. (6 e 7 luglio).
Molte, in questa stagione sono le mostre e le fiere dedicate ai prodotti rappresentativi di un dato paese: la sagra della vernaccia di Baratili San Pietro, la fiera mercato del cavallo in località San Leonardo nel Montiferru e la sagra del pomodoro di Zeddiani.
Particolari sono anche le processioni a mare che si svolgono intorno s ferragosto s Marceddì e a Torregrande, e le regate dei fassonis, tipiche imbarcazioni di laguna che si svolgono vicino a Baratili San Pietro e a Santa Giusta.
Per il ciclo autunnale, Settembre è detto dai sardi Capodanni, il primo mese dell’anno, il mese della ripresa dei lavori agricoli dopo la calda estate. Le feste sono numerose, la più suggestiva è la festa di San Salvatore, in comune di Cabras, con la corsa degli scalzi. È un rito antico, ha circa 500 anni e rievoca le lotte delle popolazioni costiere contro i saraceni.
Redatto da Dolcevita Italian Language School - Milis