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La cucina nicoterese è una delle cucine più sane e complete del bacino del mediterraneo.
Riguardo alle carni, il maiale occupa un posto d’onore nella cucina nicoterese e trova gran considerazione la "frittula", cioè le cotenne e la "ndujia", salame molto piccante, la soppressata e il capicollo. Tra le carni bianche è importante ricordare i galletti al forno con patate.
Tra i piatti di mare, tipici sono i "surici fritti", "u pisci in salamorigghiu" che, arrostito sui carboni ardenti, viene irrorato con un condimento di olio di oliva, prezzemolo, origano e peperoncino piccante, il tonno alla marinara, i gamberetti al sugo di pomodoro oppure fritti, la famosa "ninnata" che si può fare in frittelle o in bagnomaria e per concludere le alici e le sarde.
Per quanto riguarda i dolci, il panorama nicoterese è vasto. I dolci sono strettamente legati alle feste religiose.
A Natale si preparano "i zippuli", pasta lievitata, fritta nell’olio d’oliva con dentro uva passa.
A Carnevale la "pignolata", dolce costituito da piccole palline di pasta dolce, fritte in olio di oliva ed unite tra di loro da miele.
A Pasqua i "taraji" e i "nacatuli".
Nel mese dei defunti, novembre, caratteristici sono "i crucetti", preparati con fichi secchi ripieni di mandorle, noci e noccioline.
Testi a cura di Scuola di Italiano per Stranieri, Nicotera